Mareciamia
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Un altro condono edilizio?
Per la Terra assetata nel 2050 servirà il doppio dell'acqua
Aperta a Stoccolma la conferenza della Settimana mondiale dell'acqua Tra 40 anni la popolazione arriverà a 9 miliardi, con enormi problemi idrici specie nelle megalopoli MILANO - Entro il 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà quota 9 miliardi di individui, servirà il doppio dell'acqua utilizzata attualmente per garantire la sicurezza alimentare della popolazione. Lo afferma un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) in collaborazione con l'Istituto internazionale di gestione dell'acqua (Iwmi), pubblicato in occasione dell'apertura a Stoccolma della Settimana mondiale dell'acqua alla quale partecipano 2.500 delegati provenienti da 130 nazioni. «Attualmente 1,6 miliardi di persone vivono in zone già colpite dalla siccità e potranno rapidamente arrivare a due miliardi se tutto resterà come ora», sottolinea l'indagine. «Se rimangono le stesse attività agricole» e «i regimi alimentari attuali», se «continua a crescere l'urbanizzazione, la quantità d'acqua necessaria per l'agricoltura che oggi è di 7.130 chilometri cubici, aumenterà dal 70 al 90% per nutrire nove miliardi di persone entro il 2050», avverte il documento. La Santarcangelo - Reggio Calabria
Abbiamo un disperato bisogno di sentirci dire cose vere. Nel mezzo della crisi finanziaria più drammatica del secondo dopoguerra il Premier Berlusconi è intervenuto alla Camera a mercati chiusi, il 3 agosto, presentando una formidabile ancorché inconsistente ricetta italiana per farvi fronte. Il giorno dopo sulla stampa Eugenio Scalfari ha così descritto quell’intervento: “Il topolino partorito dalla montagna è estremamente gracile: sette miliardi e mezzo...con sette miliardi e mezzo non si va da nessuna parte...ma ciò che rende grottesca questa trovata…è l’elenco delle opere e la loro tempistica. Nell’elenco appare niente di meno che il completamento dell’autostrada e della ferrovia nel tratto Napoli-Salerno-Reggio Calabria. Sono trent’anni che se ne parla e ogni volta i Governi l’hanno dato per fatto ma è ancora li...grottesco, ridicolo”. Naturalmente il sistema economico non ha creduto a questa ricetta, come sembra non credere alle manovre correttive che settimana dopo settimana si aggiungono, e a tutt’oggi non è chiaro quale sarà il costo totale dei sacrifici richiesti agli Italiani. Qui da noi, mentre è in corso la discussione sulla cosiddetta “Strada di Gronda”, il 7 Luglio e il 1° Agosto scorsi l’Assessore provinciale Meris Soldati ed i Sindaci dei Comuni di Santarcangelo e Poggio Berni hanno invitato i cittadini rispettivamente presso le scuole di San Michele e di Santo Marino per presentare il progetto di messa in sicurezza della via Santarcangiolese a Santo Marino e San Michele-Sant’Andrea. In questo caso sono vent’anni che se ne parla e chi abita sulla Santarcangiolese lo sa! E’ dagli anni ’90 che la popolazione chiede interventi per moderare la velocità e aspetta percorsi ciclabili. E’ ormai un decennio che è stato presentato un progetto dal titolo emblematico “Piano Nazionale della sicurezza stradale - Primo programma di attuazione 2002: messa in sicurezza e riqualificazione SP14 Santarcangiolese”. Questa benedetta “messa in sicurezza della SP14” è entrata più volte negli accordi di programma Comuni-Provincia, è stata oggetto di varie progettazioni mai attuate, è già stata presentata ai cittadini dagli Amministratori in carica nei precedenti mandati amministrativi. Consumo di suolo nel rimineseChiamata pubblica a contribuire con uno scritto
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