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Mareciamia

Dissesto Idrogeologico e Difesa Attiva (DIDA)

 
Con l’appellativo sintetico Dissesto Idrogeologico si intendono i fenomeni di franamento, erosione e alluvionamento che investono il territorio. Si parla di Dissesto Idrogeologico anche quando il fenomeno avviene senza investire opere umane. L’alluvionamento, sviluppandosi con particolare severità nelle aree relativamente abitate di fondovalle e pianura, di norma implica un danno per le opere umane. Con riferimento alla Valmarecchia sono qui denominati medio-alta e bassa Valmarecchia i territori rispettivamente a monte e a valle della trasversale Verucchio-Torriana. Ciò comporta che i territori dei Comuni di Verucchio e Torriana appartengono in parte alla bassa e in parte alla medio-alta Valmarecchia.

 


 
 

PERCHÉ DIFENDERE IL PAESAGGIO È UN GESTO ETICO

Autore: SALVATORE SETTIS 

Fonte: LA REPUBBLICA 21 marzo 2012, pagina 55, sezione cultura

 Ma che cos' è il "paesaggio" che la Costituzione impone di tutelare? Secondo il Consiglio d'Europa, «una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni»; con involontaria tautologia che cela una difficoltà definitoria, ci vien detto insomma che il paesaggio è proprio quello che è. Osa di più il Codice dei Beni Culturali, che per "paesaggio" intende «parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni»; la sua tutela «salvaguarda i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili». Il legame forte fra paesaggio e valori identitari incarna una tradizione civile e giuridica che risale alla prima legge sul paesaggio, dovuta al ministro Benedetto Croce (1920-22).Eppure si perpetua l' equivoco che chi difende il paesaggio lo fa in base a una concezione estetica (il paesaggio come "veduta", assimilabile a un quadro). Ma anche nella legge Croce questo aspetto era intimamente congiunto con altri, per esempio la «particolare relazione con la storia civile e letteraria». Su questa tradizione si innesta l' art. 9, «il più originale della nostra Costituzione» secondo Carlo Azeglio Ciampi. Per la prima volta nella storia, la tutela del patrimonio artistico e del paesaggio entravano fra i principi fondamentali di uno Stato.

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“LIBERALUSO inForma”, un organo informativo di vallata.

Il primo numero di LIBERALUSO Informa

Liberaluso InForma ottobre 2011

 

Un altro condono edilizio?

Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori esprime la propria preoccupazione per il fatto che il Parlamento abbia approvato e che il sottosegretario Giorgetti, a nome del Governo, abbia accettato ufficialmente un ordine del giorno volto a realizzare un condono edilizio per tutti gli abusi realizzati fino al 31 dicembre dell’anno scorso per una volumetria non superiore al 25/% dell’esistente anche se non aderente alla costruzioni originaria. Per gli architetti italiani è “estremamente grave che la necessità di recuperare risorse economiche per fare fronte alla grave crisi economica e finanziaria induca l’Esecutivo ad intraprendere la pericolosa strada del condono che premia abusivismo, malaffare e criminalità. Non si comprende perché, quasi ad ogni provvedimento finanziario, venga rispolverato questo nefasto provvedimento che ha, tra le altre conseguenze, quella di contribuire alla devastazione del paesaggio nazionale colpendo, così, una delle ricchezze italiane che più dovrebbe essere valorizzata. Gli architetti italiani esprimono quindi la loro contrarietà nei confronti di tale ipotesi, auspicando che le forze politiche di maggioranza e di opposizione condividano delle misure di rilancio dell’economia che, invece, partano proprio dalla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale, edilizio e territoriale del nostro Paese”.

 

 

Per la Terra assetata nel 2050 servirà il doppio dell'acqua

Aperta a Stoccolma la conferenza della Settimana mondiale dell'acqua

Tra 40 anni la popolazione arriverà a 9 miliardi, con enormi problemi idrici specie nelle megalopoli

MILANO - Entro il 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà quota 9 miliardi di individui, servirà il doppio dell'acqua utilizzata attualmente per garantire la sicurezza alimentare della popolazione. Lo afferma un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) in collaborazione con l'Istituto internazionale di gestione dell'acqua (Iwmi), pubblicato in occasione dell'apertura a Stoccolma della Settimana mondiale dell'acqua alla quale partecipano 2.500 delegati provenienti da 130 nazioni. «Attualmente 1,6 miliardi di persone vivono in zone già colpite dalla siccità e potranno rapidamente arrivare a due miliardi se tutto resterà come ora», sottolinea l'indagine. «Se rimangono le stesse attività agricole» e «i regimi alimentari attuali», se «continua a crescere l'urbanizzazione, la quantità d'acqua necessaria per l'agricoltura che oggi è di 7.130 chilometri cubici, aumenterà dal 70 al 90% per nutrire nove miliardi di persone entro il 2050», avverte il documento.

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