Mareciamia
Dissesto Idrogeologico e Difesa Attiva (DIDA)
PERCHÉ DIFENDERE IL PAESAGGIO È UN GESTO ETICO
Fonte: LA REPUBBLICA 21 marzo 2012, pagina 55, sezione cultura Ma che cos' è il "paesaggio" che la Costituzione impone di tutelare? Secondo il Consiglio d'Europa, «una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni»; con involontaria tautologia che cela una difficoltà definitoria, ci vien detto insomma che il paesaggio è proprio quello che è. Osa di più il Codice dei Beni Culturali, che per "paesaggio" intende «parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni»; la sua tutela «salvaguarda i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili». Il legame forte fra paesaggio e valori identitari incarna una tradizione civile e giuridica che risale alla prima legge sul paesaggio, dovuta al ministro Benedetto Croce (1920-22).Eppure si perpetua l' equivoco che chi difende il paesaggio lo fa in base a una concezione estetica (il paesaggio come "veduta", assimilabile a un quadro). Ma anche nella legge Croce questo aspetto era intimamente congiunto con altri, per esempio la «particolare relazione con la storia civile e letteraria». Su questa tradizione si innesta l' art. 9, «il più originale della nostra Costituzione» secondo Carlo Azeglio Ciampi. Per la prima volta nella storia, la tutela del patrimonio artistico e del paesaggio entravano fra i principi fondamentali di uno Stato. “LIBERALUSO inForma”, un organo informativo di vallata.Un altro condono edilizio?
Per la Terra assetata nel 2050 servirà il doppio dell'acqua
Aperta a Stoccolma la conferenza della Settimana mondiale dell'acqua Tra 40 anni la popolazione arriverà a 9 miliardi, con enormi problemi idrici specie nelle megalopoli MILANO - Entro il 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà quota 9 miliardi di individui, servirà il doppio dell'acqua utilizzata attualmente per garantire la sicurezza alimentare della popolazione. Lo afferma un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) in collaborazione con l'Istituto internazionale di gestione dell'acqua (Iwmi), pubblicato in occasione dell'apertura a Stoccolma della Settimana mondiale dell'acqua alla quale partecipano 2.500 delegati provenienti da 130 nazioni. «Attualmente 1,6 miliardi di persone vivono in zone già colpite dalla siccità e potranno rapidamente arrivare a due miliardi se tutto resterà come ora», sottolinea l'indagine. «Se rimangono le stesse attività agricole» e «i regimi alimentari attuali», se «continua a crescere l'urbanizzazione, la quantità d'acqua necessaria per l'agricoltura che oggi è di 7.130 chilometri cubici, aumenterà dal 70 al 90% per nutrire nove miliardi di persone entro il 2050», avverte il documento. |









